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- Published on Thursday, 22 September 2011 13:40
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ENSEMBLE
Questo Insieme di danzatrici professioniste è stato creato secondo lo 'spirito antico' della danza orientale, ovvero la scoperta del sè tramite l'attività coreutica.
A differenza del 'corpo di ballo', termine che identifica un gruppo di persone uguali sia nel fisico che nel modo di danzare e porta attenzione alla parte estetica del movimento, l' Ensemble, esalta l'espressività, la fisicità ed il virtuosismo di ogni singola persona all'interno del gruppo stesso, mantenendo ugualmente il senso armonico ed estetico, permette di comprendere il significato di coralità e la rende visibile agli occhi dello spettatore.
Attraverso le esibizioni, l'animazione, i seminari, le lezioni, le conferenze, e perchè no...anche gare, l' Ensemble propone la divulgazione della danza mediorientale e l' interculturalità.
Non è solo danza, si tratta di storia di popoli, il nostro contemporaneamente agli altri, come si è interagito nei secoli e di radici antiche, di musica e ritmi, di antichi e nuovi modi di comunicazione e di benessere psico-fisico.
Competitività negativa ed individualismo non ci appartengono.
L' Ensemble non è un gruppo chiuso, è aperto a tutti coloro che possiedono la capacità tecnica.....e per chi non l'avesse.....ci pensiamo noi!!
L'ASSOCIAZIONE
L' associazione le Mille e una Notte nasce dalla passione che abbiamo in comune per la danza Mediorientale e per tutto ciò che rappresenta l'essere femminile, dalla danza, alla musica, alla storia, gli abiti, gli strumenti che da millenni rappresentano l'essere donna.
Ognuno di noi arriva da esperienze, discipline, danze e studi diversi, ciò che ci ha uniti, infatti, è stata la scoperta di questa danza primordiale.
Attraverso di essa, ci siamo incontrate ed è nata una profonda amicizia che ci ha permesso di proseguire insieme i nostri studi, di viaggiare, frequentare nuove persone, ci ha fatto scoprire quanto sia bello danzare coralmente e ci ha 'iniziate' all'insegnamento.
L'educazione alla multiculturalità è da sempre il nostro primo obiettivo, poichè la danza è un 'archetipo' di comunicazione, meditazione dinamica e vita comune, ci siamo 'affidate' ad essa per trasmettere la nostra esperienza.
L'insegnamento da noi viene inteso come uno strumento di evoluzione, che non può limitarsi a brevi cicli di lezioni,ma per essere completo, necessita di una reale programmazione, quindi un inizio, uno sviluppo sia pratico che teorico, di un tempo di apprendimento per il raggiungimento di un obiettivo, che solitamente avviene al termine dell'anno scolastico.
Le Mille e una Notte è un' Accademia di danza Orientale, dove le persone che si avvicinano a questa cultura/danza, potranno scegliere il proprio percorso: tra corsi amatoriali, professionali, di avviamento all'insegnamento, preparazione agonistica per gare di federazione e, ultima ma non per questo meno importante l'evoluzione di ciascuno di noi attraverso l'ampliamento della propria cultura, della propria percezione corporea, delle proprie attitudini e la realizzazione dei propri desideri!
LARA GALEAZZO

La sua formazione inizia all’ età di sei anni con lo studio della danza classica con l’insegnante Nada Colak a Padova che proseguirà per dieci anni.
Amplierà le sue conoscenze con varie esperienze di studio in danza moderna e paso double con il maestro Luigi Marini di Padova, studiando dizione ed entrando a far parte del corpo di ballo professionale della scuola Blue Shadow.Pratica lo joga, il training autogeno e la terapia vibrazionale, tali discipline olistiche le permettono di comprendere l’importanza ed il movimento dell’energia attraverso il corpo e la avvicinano alle filosofie orientali.
Nel 1998 inizia a frequentare le lezioni di danza Orientale presso il Centro Danza Koreos con l’insegnante Maristella Tentori, continuerà poi con Francesca Foltran alias Farida. Parteciperà a seminari di approfondimento sulla danza orientale con i maestri Aziza e Tarek di Torino, Saad Ismail di Roma, Fathen di Udine, la scuola ‘Magica’ di Milano.
Nel 2004 inizia la collaborazione con il Taus Club di Roma per la promozione della danza orientale a Padova.
Continua così il suo perfezionamento con la maestra Maryem del Taus club sia riguardo al folklore che riguardo alle nuove tecniche della Raks Sharki egiziana.
Frequenta il corso di formazione M.I.D.A.S. tenuto da Jivan Parvani (Sonia Lorenzon) ed ottiene l’abilitazione di Maestra della F.I.D.S. insieme alla collega Giulia Rampazzo, con la quale lavora dal 2004.
Esperienze professionali:
- Insegna dal 2004 avvalendosi della collaborazione della collega Giulia Rampazzo;
- Dal 2004 promozione della danza Orientale con partecipazione assidua alle date previste per la Festa dello Sport organizzata dal Comune di Padova;
- Maggio 2005 esibizione con musica dal vivo durante la “Festa dei Popoli” (evento di piazza), organizzata annualmente dal comune di Padova;
- Collaborazione con la televisione locale “La 8” durante la trasmissione “Speciale Immigrati” condotta dal sig. Mohamed Ahmed;
- Collaborazione con i ristoranti etnici ed hotel di Padova e provincia;
- Spettacoli bimestrali organizzati in due locali Patavini (Eì Vita e Mitikò) presso i quali vengono organizzate delle serate a tema differenziate;
- Spettacolo in occasione della Little American Cup presso la Marina di Rimini organizzato dall’agenzia Etnica Art;
- Collaborazione con il ristorante “Babilonia” di Padova dove si esibisce in alcune occasioni;
- Partecipazione alla trasmissione ‘ A spasso coe Bronse’ della rete regionale Tele Nord Est;
- Collabora con lo studio medico del dott. Albertin, utilizzando i movimenti propedeutici della danza Orientale come ginnastica di prevenzione e riabilitazione del pavimento pelvico;
- Conduce avvalendosi della presenza di personale medico qualificato, dei corsi di formazione per le Maestre che insegnano danza alle gestanti;
- Ha danzato in occasione del 2°,3°,4° e 5° Bellydance Festival of Rome organizzato dalla maestra Maryem del Taus club.
- Si avvale della collaborazione del Taus Club per la divulgazione della vera danza Egiziana in Veneto, proseguendo così il proprio aggiornamento ed i suoi studi.
- Fonda nell'anno 2009 l'Accademia di Danza Orientale "Le Mille e una Notte" con la collega Giulia Rampazzo.
- Partecipazione al lancio pubblicitario mediante "Flashmob" del nuovo catalogo IKEA 2010.
GIULIA RAMPAZZO
Fin dall’adolescenza sono sempre stata affascinata dal mondo arabo ed infatti il mio primo viaggio fu in Tunisia all’età di 21 anni dove per la prima volta vidi uno spettacolo di danza orientale.
Poiché all’epoca (1990), a Padova non c’era possibilità di studiare tale disciplina i miei interessi si sono rivolti ad altri tipi di danze.
Ho frequentato quindi la scuola di ballo Blue Shadow del maestro Luigi Marini studiando tutti i balli di sala, walzer viennese e le danze latino americane.
Nel 1998 ritorna la voglia di imparare danza orientale come mezzo per poter esternare la mia femminilità, per cui mi sono iscritta ad un corso tenuto da M.Tentori.
Successivamente ho studiato con F. Foltran alias Faridha di Mestre.
Nel frattempo ho approfondito le tecniche di danza partecipando a stage con Aziza e Tarek di Torino, Saad Ismail, con insegnanti della scuola Magica di Milano, Fathen
riguardanti la tecnica con il velo, percussioni, bastone, tamburello e danza arabo-andalusa.
Nel 2004 ho iniziato ad insegnare e mi sono avvalsa della collaborazione con il Taus Club di Roma per la promozione della danza orientale a Padova e di conseguenza a studiare e a perfezionarmi con la maestra Maryem approfondendo i cimbali, la tribal dance, il velo, Raks sharki classico e moderno egiziano.
A maggio 2007 ottiene l’abilitazione di Maestra della F.I.D.S. frequentando il corso professionale tenuto da Jivan Parvani insieme alla collega Lara con la quale collabora dal 2004.
Da dicembre 2007 danza in qualità di ospite al Festival della danza del ventre di Roma aggiornandosi inoltre con i grandi maestri di fama internazione quali Raqia Hassa, Randa Kamel, Dr Mo Geddawi, Soraya e facendo parte attiva dello staff organizzativo.
Fonda nell'anno 2009 l'Accademia di Danza Orientale "Le Mille e una Notte" con la collega Lara Galeazzo e l'Ensamble per la divulgazione della vera danza orientale in Veneto.
Partecipazione al lancio pubblicitario mediante "Flashmob" del nuovo catalogo IKEA 2010.
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- Published on Thursday, 22 September 2011 14:31
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La storia della danza del ventre (Raqs Sharqi) ha origini molto lontane si perde nella notte dei tempi, quando le sacerdotesse la usavano per i loro riti propiziatori alla Grande Madre, la Terra, simbolo di vita e fertilità: questa danza è stata spesso demonizzata , per la libertà con cui il corpo veniva usato e, quindi, catalogata come sacrilega .
Nessuno mai è riuscito a bandirla poiché nei secoli le donne l’anno tramandata di generazione in generazione, di madre in figlia fino a portarla ai giorni nostri come libertà di espressione e connubio tra corpo, mente e anima.
Sono state le donne arabe con la loro coralità, la loro sorellanza ed il loro bisogno di esprimersi a salvarla e farla diventare un’arte che prende energia dalla terra e la espande nello spazio grazie a movimenti sinuosi , delicati ma allo stesso tempo forti, dolci e sensuali.
Nel tempo, la danza del ventre ha avuto una sua evoluzione naturale, soprattutto attraverso la contaminazione di altre culture e dall'incontro/scontro con quella Occidentale.
Dalle danze in gruppo popolari, che si basano sul radicamento alla terra, si è passati alla danza solista come il beledi (a metà del ‘900) per arrivare al moderno Sharqi, che, influenzato dalla danza classica, spinge la danzatrice all'elevazione verso l’ alto e ad essere più eterea.
E' importantissimo spiegare che l’origine primordiale di questa danza non è andata perduta , per cui tutt’ora si studiano e si danzano tutti gli stili, dal più antico al più contemporaneo , l’uno non esclude l’altro, non si può vivere la storia moderna se prima non si conosce il passato e perciò programmare quella futura.
La danza è libertà, è conoscenza del proprio corpo e della propria energia, è il corpo che diventa anch’esso strumento in una meravigliosa melodia.
Sai'di
La musica ed il canto hanno sempre accompagnato le attività dell’uomo qualunque fosse stato il suo lavoro: quello di pastore, di contadino o di pescatore, dando così origine alla danza folkloristica.
Questo tipo di danza, spontanea e semplice, viene praticata da tutti fin dalla tenera età; dato che tutta la comunità vi partecipa, spontaneamente, viene enfatizzato il suo valore funzionale e coreutico. La stessa comunità che si è evoluta nei secoli, ed ha cambiato lo stile di vita ed il linguaggio, non ha però cambiato la propria danza, restando così radicata ad una parte delle proprie tradizioni salvaguardandole.
E’ interessante notare come, in Oriente, l’uomo partecipi alle danze solo mantenendo la propria identità; danzando, cioé, nello stesso modo ‘antico’ dei suoi avi. Infatti la danza orientale non viene concepita dall’uomo come ‘imitazione’ dei movimenti femminili (ne snaturerebbe l’indole maschilista) ma può accadere, benissimo e di frequente, l’esatto contrario.
Una di queste danze, non è osare asserire la più caratteristica, è il sai’di. Il sai’di è, per antonomasia, la danza folkloristica!!
Questo termine identifica la zona geografica dell’alto Egitto situata tra le città di Gizeh ed Edfu da dove ha origine questa danza. Lo stesso termine viene dato al suo ritmo in 4/4... inconfondibile!
Dagli ultimi studi eseguiti con Jivan Parvani, insieme all’ausilio di musicisti egiziani diplomatisi all’accademia della musica del Cairo, si è scoperto che l’ultima canzone composta in stile sai’di originale si intitola ‘Daqt el Mizmar’; le successive sono variazioni popolari del ritmo Maxum, similmente al ritmo Beledi.
Il ballo Sai’di deriva da un’antica arte marziale chiamata Tahtib. Il Tahtib è un bastone di bambù (che dà il nome a questa lotta) con un manico a forma di ‘L’ che ne permetteva la velocissima rotazione; da fermo, invece, lo si teneva dietro alla schiena in posizione verticale.
E’ interessante sapere che lo stesso tipo di lotta veniva eseguita anche in India, in Corea, in Cina, in Giappone, in quasi tutto l’Estremo Oriente e, perfino, dagli indiani d’America.
La misura del bastone dipendeva da come veniva eseguita la lotta: se a piedi, era lungo 3 mt. circa, se a cavallo o su cammello raggiungeva anche i 6 mt.
Anticamente il tahtib veniva usato come danza propiziatoria in vista di importanti battaglie, permettendo, agli uomini che la eseguivano, di dimostrare la loro forza, abilità e coraggio.
Nascono quindi due versioni di danza con il bastone (chiamato ‘assaya’):
- il Tahtib che viene sempre ballato da due uomini a ritmo di musica sai’di;
- Raks Assaya ballato da più persone, sia uomini che donne,che evidenziano così un modo più giocoso ed acrobatico di usare il bastone. Tale bastone è più corto del tahtib (ca 1 mt) ed inoltre può essere sia ricurvo ad una delle estremità sia dritto.
Eseguita ai giorni nostri, questa danza, mantiene la sua prerogativa grintosa attraverso la riproduzione di alcuni elementi bellici originari (ad es. la rotazione e lo sbattere per terra del bastone da parte della danzatrice). Allo stesso tempo, se ballato dalle donne, viene arricchita di grazia ed allegria enfatizzando la contrapposizione del bastone, simbolo da sempre dell’universo maschile, alla morbidezza e sinuosità femminile.
E’ importantissimo, per saper ballare questa danza, aver acquisito il ‘grounding’: tutti i suoi movimenti dimostrano il radicamento alla terra, basilare per queste forme di danze folkloristiche. Infatti i suoi passi vengono eseguiti sfruttando al massimo la forza gravitazionale e con i piedi ben aderenti al terreno, in alcune eccezioni, con il tallone leggermente sollevato da terra. Caratteristici sono i saltini di questa danza eseguiti in modo da scaricare verso il basso l’energia del corpo, dimostrando che è impossibile staccarsi dalla madre terra.
BELEDI
La musica beledi prende il nome da un ritmo musicale e nasce all’inizio del 1900 al Cairo.Il beledi rappresenta tutto ciò che è popolare, genuino, tradizionale e proviene dal cuore; la parola beledi significa nativo o appartenente al paese ma la danza rappresenta anche uno stile popolar-urbano.
Dalla fine del 1800 agli anni ’20 l’Egitto , sotto il protettorato inglese, vive un periodo di grandi trasformazioni economico-sociali: grandi migrazioni delle popolazioni rurali alle città portano un’evoluzione anche al beledi che risente delle contaminazioni della musica occidentale. In una società rimasta uguale a sé stessa per millenni, cominciano a infiltrarsi novità e modelli occidentali che poco hanno in comune con la tradizione egiziana e quindi, se da una parte esaltano soprattutto le classi arabe più ricche e bramose di novità, dall’altra provocano alle popolazioni rurali una nostalgia verso la semplicità della vita contadina.
Tutto questo viene tradotto nel beledi e rappresentato.
Il beledi è il connubio tra antico e moderno:la base rimane egiziana ma viene influenzato dal jazz e dal R&B allora molto in voga tra gli occidentali.
Anche il modo di danzare cambia, se la fellahi (contadina) o la ghawazi (zingara) sono spavalde , danzano guardando dritte avanti a sé poiché la loro identità di appartenenza è chiara e chiaro è il futuro, ora la danzatrice appare più timorosa, incerta, conosce il proprio passato ma il futuro è nebuloso, non chiaro in un’epoca di grandi cambiamenti La danza diventa introversa, lo sguardo si abbassa, I movimenti sono contenuti, le mani raccontano il dramma da rappresentare, ricamano l’aria e seguono il corpo nei movimenti, comunque la musica poi, trascina la danzatrice che abbandona la tristezza e celebra la vita.
In questa danza si esaltano i sentimenti della nostalgia, dell’amore e della gioia ritrovata. Grandi sostenitori e innovatori di questo stile la troviamo nelle famiglie di artisti che all’inizio del 1900 lavorano in “Mohammed Ali’ Streat” fulcro intelletuale e artistico dell’epoca al Cairo.
Negli anni ’30 nasce l’achra beledi: l’improvvisazione della danzatrice diventa fondamentale e per la prima volta ha la possibilità di guidare il musicista nel beledi taqsim e assume un ruolo centrale.
Esistono 2 repertori di achra beledi, maschile e femminile praticamente uguali con l’aggiunta in quello femminile dell’ awaady , un momento dell’esecuzione in cui i musicisti seguono la danzatrice per tutto il tempo necessario e interagiscono con lei.
Il pezzo musicale e’ così suddiviso:
- DOLAB-Introduzione o chiamata
- TAQSIM HOR- Improvvisazione solista con una melodia malinconica
- AWAADY-ritmo soft . Se è maschile vi è una danza lenta e di terra eseguita dal danzatore
- TET- ritmo veloce ripetitivo , vibrato
- ENGRARAH-espansione del Tet
- AFLAH- segnale ai musicisti della danzatrice o danzatore per chiudere aumentando o diminuendo il ritmo
L’orchestra beledi e’ formata dai seguenti strumenti:
Duff, mazhar, nay che sono tradizionali a cui si aggiungono il dara
buka , le tastiere e di recente la fisarmonica, il sassofono, il clarinetto e la tromba.
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I |
l beledy nasce in Egitto nel ‘900 e prende il nome da un ritmo musicale popolare, ma la sua maggiore espansione si avrà negli anni 1920-1930 con la contaminazione tra la musica egiziana e la musica occidentale e più precisamente con quella americana jazz e R&B.
Ma cosa aveva la musica americana dell’epoca in comune con il beledy o meglio cosa aveva il blues in comune con il beledy ?
Il beledy è una danza introspettiva, racconta di tristezza e melanconia,di ricerca delle origini in un mondo che non si riconosce più, che sta dimenticando la terra, per andare verso un futuro non ancora del tutto chiaro e che per questo fa paura. Ma l’uomo per natura poi cede alla celebrazione della vita per cui nell’esecuzione del beledy riaffiorano l’ottimismo e la speranza.
Il blues racconta la storia di schiavitù di un popolo, è manifestazione di una condizione di vita ,è musica tramite la quale si manifestano i sentimenti di perdita dei propri cari e della propria terra. E’ il lamento di dolore di un popolo sradicato e costretto a migrare in regime di schiavitù e nello stesso tempo esprime anche la speranza per un futuro di libertà .
Certamente il beledy in maniera meno drammatica , ma entrambi gli stili esprimono le stesse emozioni, gli stessi dubbi e incertezze senza negare la possibilità di un futuro migliore; e questi sentimenti vengono magistralmente tradotti da uno strumento a fiato che pure l’orchestra beledy adotta, ovvero il sassofono il cui suono limpido e ampio si presta perfettamente all’interpretazione delle emozioni.
RAQS SHARQUI
La danza ( Raqs ) Sharqi nasce circa a metà del 1900 contemporaneamente al beledi , ma con altre caratteristiche, ed alla nascita dei primi night club del Cairo che richiedevano danzatrici soliste e più raffinate.
Poichè l’Egitto all’epoca era meta turistica di molti viaggiatori occidentali con gusti diversi da quelli orientali, le danzatrici per conquistare un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo cominciarono a studiare elementi della danza classica da unire alla danza del ventre.
Tale unione portò alla nascita dei primi grandi coreografi egiziani , da qui la distinzione della figura della danzatrice da quella del coreografo. Furono inseriti elementi classici quali l’ arabesque, lo chassé il port de bras e l’elevazione in mezza punta che portò al taglio netto dalla tradizione folkloristica, rendendo la danza egiziana più eterea e dinamica.
Tra le grandi danzatrici dell’epoca ricordiamo Samia Gamal ( che introdusse il velo) Tahia Karyoka e Naima Akef.
Negli anni c’è stata un’evoluzione continua dello Raqs Sharqi con conseguente adeguamento della musica che oggi sfocia nell’ Egiptyan Pop.
L’Egiptyan Pop tra le sue caratteristiche annovera la rielaborazione dei brani classici in chiave elettronica, quindi l ‘uso di nuovi strumenti musicali contemporanei nonché di passi della danza moderna e fa assumere una nuova forma di espressione alla danzatrice che ballando interpreta il testo della canzone .
DANZA ORIENTALE
10 buoni motivi per provare la danza del ventre
01 – POSTURA il portamento eretto tipico di questa danza favorisce lo scioglimento e l' allungamento della spina dorsale facilitando l'attività muscolare e la mobilità del corpo.
02 – RESPIRAZIONE lavorando sulla respirazione si apporta una quantità maggiore di ossigeno nel corpo apportando benefici alla circolazione sanguigna, sciogliendo le tensioni muscolari, all'equilibrio ormonale, alla regolarizzazione di intestino e funzioni si stomaco e reni.
03 – POTENZIAMENTO e rassodamento di cosce, gambe e polpacci per l'intenso movimento svolto attraverso la totale aderenza dei piedi alla terra.
04 – RIMODELLAMENTO e rinvigorimento di seno, pancia e glutei grazie agli isolamenti corporei ed i movimenti circolari tipici della danza del ventre, oltre all'assottigliamento del punto vita.
05- IRROBUSTIMENTO di spalle e braccia usati continuamente sia in sospensione che per muovere gli oggetti tipici di questa danza: velo, bastone, candelabro, mellaya etc.
06 – PERCEZIONE CORPOREA la maggior consapevolezza dei 'nuovi' movimenti muscolari, in particolare quelli riguardanti il pavimento pelvico (tutto), potranno essere utilizzati per facilitazione al parto, come prevenzione del prolasso dell'utero ed incontinenza senile.
07 – ACCRESCIMENTO DELLA FEMMINILITA' e sinuosità corporea poiché si danza con un abbigliamento fine e colorato fatto di gonne svolazzanti e paillettes brillanti.
08 – AUMENTO DELL'AUTOSTIMA dato che questa danza può essere fatta ed iniziata a tutte le età e con qualunque corporatura.
09 – APPRENDIMENTO di una nuova cultura attraverso i suoi movimenti, gli strumenti musicali, i ritmi ed i costumi, quindi il superamento del pregiudizio che si ha comunemente nei confronti di questa danza.
10 – CORALITA' attraverso questa danza antica, questo archetipo, che ci permette di danzare in tutta libertà con nuove compagne, rispecchiarsi in loro senza subire il tipico giudizio occidentale, possiamo dimenticare i problemi quotidiani e condividere un momento di pura gioia con loro ed imparare ad esaltare le nostre peculiarità.
DONATI UN PICCOLO TALISMANTO E VIENI A FARE UNA LEZIONE DI PROVA
ELENCO DANZE
Queste sono alcune delle danze che noi insegnamo:
Danza con il velo ( grande , piccolo ,doppio e ventagli)
Danza con il mellaya
Danza con le sagat
Tabla
Danza con la spada e pugnale
Danza con lo shamadan (candelabro) e candele
Danza con il bastone
Danza con il tamburello
Danza arabo andalusa
Danza stileGhawazi
Danza con le ali di Iside
Danza Tribal
Danza stile fusion
Danza stile Egyptian pop
Danza stile Beledi
Danza stile Saidi
Danza Ribbon
PRINCIPALI RITMI ARABI
FELLAHI 2/4
DT DT DT
RITMO DEI CONTADINI EGIZIANI
SAIDI 4/4
DT DD T
RITMO POPOLARE DELL’ALTO EGITTO
MAKSOOM 4/4
DT TD T
MASMOUDI 8/4
DDD D TT
MASMOUDI KABIR 8/4
DD TD TT
KABIR=GRANDE
MASMOUDI SAGHYR O BELEDI 4/4
DD TD T
WAHDA KABIRA O CHIFTETELLI 8/4
DTT DDT
USATO SPESSO PER LE IMPROVVISAZ SOLISTE (TAQSIM)
WAHDA SAGHYRA O SOLO WAHDA 4/4
D TT
KHALIGY 2/4
D TD TT
ZHAR O AYUB 2/4
D DT
PORTA ALL’ESTASI
MALFUF 2/4
DT T
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- Published on Thursday, 22 September 2011 14:37
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Mer. dalle 20,30 alle 22,00
"Ass. Insieme" via Meucci 1 Rubano (PD)
Mer. dalle 20.00 alle 21,00
"Passion" viale del lavoro Vigonza (PD)
Mer. dalle 20.00 alle 21,30
Casa delle Associazioni via Filzi, 12 - Albignasego (PD)
Mer. dalle 19,00 alle 20,30
"Ass. Insieme" via Meucci 1 Rubano (PD)
Mer. dalle 21,00 alle 22,00
"Passion" viale del lavoro Vigonza (PD)
Giov. dalle 19,30 alle 21,00
"Idrofitness" via Ada Negri 1/a Albignasego (PD)
Corso Professionale Ensemble
Lun. dalle 20,00 alle 21,30
Laboratorio Coreografico
Mart. dalle 19,30 alle 21,00
Casa delle Associazioni via Filzi, 12 - Albignasego (PD)
Per Info sui corsi 340/8692697
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- Published on Thursday, 22 September 2011 14:38
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- Esibizioni ed animazione per feste, compleanni, matrimoni
- Spettacoli di varia durata anche per manifestazioni di piazza
Lezioni per:
- corsi amatoriali e professionali,
- lezioni private e preparazione per gare
- Stage e seminari pratici/teorici riguardanti:
danza, ritmi, femminilità, danza in gravidanza
- Conferenze sulla cultura mediorientale e benessere psicofisico
- Acquabellydance - danza e rilassamento in acqua
- Yoga e Naturopatia
P.S. Tutte queste attività saranno svolte in collaborazione con medici e specialisti del settore.


