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La Storia

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La storia della danza del ventre (Raqs Sharqi) ha origini molto lontane si perde nella notte dei tempi, quando le sacerdotesse la usavano per i loro riti propiziatori alla Grande Madre, la Terra, simbolo di vita e fertilità: questa danza è stata spesso demonizzata , per la libertà con cui il corpo veniva usato e, quindi, catalogata come sacrilega .
Nessuno mai è riuscito a bandirla poiché nei secoli le donne l’anno tramandata di generazione in generazione, di madre in figlia fino a portarla ai giorni nostri come libertà di espressione e connubio tra corpo, mente e anima.
Sono state le donne arabe con la loro coralità, la loro sorellanza ed il loro bisogno di esprimersi a salvarla e farla diventare un’arte che prende energia dalla terra e la espande nello spazio grazie a movimenti sinuosi , delicati ma allo stesso tempo forti, dolci e sensuali.
Nel tempo, la danza del ventre ha avuto una sua evoluzione naturale, soprattutto attraverso la contaminazione di altre culture e dall'incontro/scontro con quella Occidentale.
Dalle danze in gruppo popolari, che si basano sul radicamento alla terra, si è passati alla danza solista come il beledi (a metà del ‘900) per arrivare al moderno Sharqi, che, influenzato dalla danza classica, spinge la danzatrice all'elevazione verso l’ alto e ad essere più eterea.
E' importantissimo spiegare che l’origine primordiale di questa danza non è andata perduta , per cui tutt’ora si studiano e si danzano tutti gli stili, dal più antico al più contemporaneo , l’uno non esclude l’altro, non si può vivere la storia moderna se prima non si conosce il passato e perciò programmare quella futura.
La danza è libertà, è conoscenza del proprio corpo e della propria energia, è il corpo che diventa anch’esso strumento in una meravigliosa melodia.

Sai'di

La musica ed il canto hanno sempre accompagnato le attività dell’uomo qualunque fosse stato il suo lavoro: quello di pastore, di contadino o di pescatore, dando così origine alla danza folkloristica.
          Questo tipo di danza, spontanea e semplice, viene praticata da tutti fin dalla tenera età; dato che tutta la comunità vi partecipa, spontaneamente, viene  enfatizzato il suo valore funzionale e coreutico. La stessa comunità che si è evoluta nei secoli, ed ha cambiato lo stile di vita ed il linguaggio, non ha però cambiato la propria danza, restando così radicata ad una parte delle proprie tradizioni salvaguardandole.
          E’ interessante notare come, in Oriente, l’uomo partecipi alle danze solo mantenendo la propria identità; danzando, cioé, nello stesso modo ‘antico’ dei suoi avi. Infatti la danza orientale non viene concepita dall’uomo come ‘imitazione’ dei movimenti femminili (ne snaturerebbe l’indole maschilista) ma  può accadere, benissimo e di frequente, l’esatto contrario.
          Una di queste danze, non è osare asserire la più caratteristica, è il sai’di. Il sai’di è, per antonomasia, la danza folkloristica!! 
          Questo termine identifica la zona geografica dell’alto Egitto situata tra le città di Gizeh ed Edfu da dove ha origine questa danza. Lo stesso termine viene dato al suo ritmo in 4/4... inconfondibile! 
          Dagli ultimi studi eseguiti con Jivan Parvani, insieme all’ausilio di musicisti egiziani diplomatisi all’accademia della musica del Cairo, si è scoperto che l’ultima canzone composta in stile sai’di originale si intitola ‘Daqt el Mizmar’; le successive sono variazioni popolari del ritmo Maxum, similmente al ritmo Beledi.
          Il ballo Sai’di deriva da un’antica arte marziale chiamata Tahtib. Il Tahtib è un bastone di bambù (che dà il nome a questa lotta) con un manico a forma di ‘L’  che ne permetteva la velocissima rotazione; da fermo, invece, lo si teneva dietro alla schiena in posizione verticale.
          E’ interessante sapere che lo stesso tipo di lotta veniva eseguita anche in India, in Corea, in Cina, in Giappone, in quasi tutto l’Estremo Oriente e, perfino, dagli indiani d’America.
          La misura del bastone dipendeva da come veniva eseguita la lotta: se a piedi, era lungo 3 mt. circa, se a cavallo o su cammello raggiungeva anche i 6 mt.
Anticamente il tahtib veniva usato come danza propiziatoria in vista di importanti battaglie, permettendo, agli uomini che la eseguivano, di dimostrare la loro forza, abilità e coraggio.
Nascono quindi due versioni di danza con il bastone (chiamato ‘assaya’):

  1. il Tahtib che viene sempre ballato da due uomini a ritmo di musica sai’di;
  2. Raks Assaya ballato da più persone, sia uomini che donne,che evidenziano così un modo più giocoso ed acrobatico di usare il bastone. Tale  bastone è più corto del tahtib (ca 1 mt) ed inoltre può essere sia ricurvo ad una delle estremità sia dritto.

     Eseguita ai giorni nostri, questa danza, mantiene la sua prerogativa grintosa attraverso la riproduzione di alcuni elementi bellici originari (ad es. la rotazione e lo sbattere per terra del bastone da parte della danzatrice). Allo stesso tempo, se ballato dalle donne, viene arricchita di grazia ed allegria enfatizzando la contrapposizione del bastone, simbolo da sempre dell’universo maschile, alla morbidezza e sinuosità femminile.

          E’ importantissimo, per saper ballare questa danza, aver acquisito il ‘grounding’: tutti i suoi movimenti dimostrano il radicamento alla terra, basilare per queste forme di danze folkloristiche. Infatti i suoi passi vengono eseguiti sfruttando al massimo la forza gravitazionale e con i piedi ben aderenti al terreno, in alcune eccezioni, con il tallone leggermente sollevato da terra.  Caratteristici sono i saltini di questa danza eseguiti in modo da scaricare verso il basso l’energia del corpo, dimostrando che è impossibile staccarsi dalla madre terra.

BELEDI


La musica beledi prende il nome da un ritmo musicale e nasce all’inizio del 1900 al Cairo.Il beledi rappresenta tutto ciò che è popolare, genuino, tradizionale e proviene dal cuore; la parola beledi significa nativo o appartenente al paese  ma la danza rappresenta anche uno stile popolar-urbano.

Dalla fine del 1800 agli anni ’20 l’Egitto , sotto il protettorato inglese, vive un periodo di grandi trasformazioni economico-sociali: grandi migrazioni delle popolazioni rurali alle città  portano un’evoluzione anche al beledi che risente delle contaminazioni della musica occidentale. In una società rimasta uguale a sé stessa per millenni, cominciano a infiltrarsi novità e modelli occidentali che poco hanno in comune con la tradizione egiziana e quindi, se da una parte esaltano soprattutto le classi arabe più ricche e bramose di novità, dall’altra provocano alle popolazioni rurali una nostalgia verso la semplicità della vita contadina.
Tutto questo viene tradotto nel beledi e rappresentato.
Il beledi è il connubio tra antico e moderno:la base rimane egiziana ma viene influenzato dal jazz e dal R&B allora molto in voga tra gli occidentali.
Anche il modo di danzare cambia, se la fellahi (contadina) o la ghawazi (zingara) sono spavalde , danzano guardando dritte avanti a sé poiché la loro identità di appartenenza è chiara e chiaro è il futuro, ora la danzatrice appare più timorosa, incerta, conosce il proprio passato ma il futuro è nebuloso, non chiaro in un’epoca di grandi cambiamenti La danza diventa introversa, lo sguardo si abbassa, I movimenti sono contenuti, le mani raccontano il dramma da rappresentare, ricamano l’aria e seguono il corpo nei movimenti, comunque la musica poi, trascina la danzatrice che abbandona la tristezza e celebra la vita.
In questa danza si esaltano i sentimenti della nostalgia, dell’amore e della gioia ritrovata. Grandi sostenitori e innovatori di questo stile la troviamo nelle famiglie di artisti che all’inizio del 1900 lavorano in “Mohammed Ali’ Streat” fulcro intelletuale e artistico dell’epoca al Cairo.
Negli anni ’30 nasce l’achra beledi: l’improvvisazione della danzatrice  diventa fondamentale e per la prima volta ha la possibilità di guidare il musicista nel beledi taqsim e assume un ruolo centrale.
Esistono 2 repertori di achra beledi, maschile e femminile praticamente uguali con l’aggiunta in quello femminile dell’ awaady , un momento dell’esecuzione in cui i musicisti seguono la danzatrice per tutto il tempo necessario e interagiscono con lei.
Il pezzo musicale e’ così suddiviso:

  • DOLAB-Introduzione o chiamata
  • TAQSIM HOR- Improvvisazione solista con una melodia malinconica
  • AWAADY-ritmo soft . Se è maschile vi è una danza lenta e di terra eseguita dal danzatore
  • TET- ritmo veloce ripetitivo , vibrato
  • ENGRARAH-espansione del Tet
  • AFLAH- segnale ai musicisti della danzatrice o danzatore per chiudere aumentando o diminuendo il ritmo

L’orchestra beledi e’ formata dai seguenti strumenti:
Duff, mazhar, nay che sono tradizionali a cui si aggiungono il dara

buka , le tastiere e di recente la fisarmonica, il sassofono, il clarinetto e la tromba.

 

I

l beledy nasce in Egitto nel ‘900 e prende il nome da un ritmo musicale popolare, ma la sua maggiore espansione si avrà negli anni 1920-1930 con la contaminazione tra la musica egiziana e la musica occidentale e più precisamente con quella americana jazz e R&B.
Ma cosa aveva la musica americana dell’epoca in comune con il beledy o meglio cosa aveva il blues in comune con il beledy ?
Il beledy è una danza introspettiva, racconta di tristezza e melanconia,di ricerca delle origini in un mondo che non si riconosce più, che sta dimenticando la terra, per andare verso un futuro non ancora del tutto chiaro e che per questo fa paura. Ma l’uomo per natura poi cede alla celebrazione della vita per cui nell’esecuzione del beledy riaffiorano l’ottimismo e la speranza.
Il blues racconta la storia di schiavitù di un popolo, è manifestazione di una condizione di vita ,è musica tramite la quale si manifestano i sentimenti di perdita dei propri cari e della propria terra. E’ il lamento di dolore di un popolo sradicato e costretto a migrare in regime di schiavitù e nello stesso tempo esprime anche la speranza per un futuro di libertà .
Certamente il beledy in maniera meno drammatica , ma entrambi gli stili esprimono le stesse emozioni, gli stessi dubbi e incertezze senza negare la possibilità di un futuro migliore; e questi sentimenti vengono magistralmente tradotti da uno strumento a fiato che pure l’orchestra beledy adotta, ovvero il sassofono il cui suono limpido e ampio si presta perfettamente all’interpretazione delle emozioni.

 

RAQS SHARQUI

La danza ( Raqs ) Sharqi nasce circa a metà del 1900 contemporaneamente al beledi , ma con altre caratteristiche, ed alla nascita dei primi night club del Cairo che richiedevano danzatrici soliste e più raffinate.

Poichè l’Egitto all’epoca era meta turistica di molti viaggiatori occidentali con gusti diversi da quelli orientali, le danzatrici per conquistare un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo cominciarono a studiare elementi della danza classica da unire alla danza del ventre.

Tale unione portò alla nascita dei primi grandi coreografi egiziani , da qui la distinzione della figura della danzatrice da quella del coreografo. Furono inseriti elementi classici quali l’ arabesque, lo chassé il port de bras e l’elevazione in mezza punta che portò al taglio netto dalla tradizione folkloristica, rendendo la danza egiziana più eterea e dinamica.

Tra le grandi danzatrici dell’epoca ricordiamo Samia Gamal ( che introdusse il velo) Tahia Karyoka e Naima Akef.

Negli anni c’è stata un’evoluzione continua dello Raqs Sharqi con conseguente adeguamento della musica che oggi sfocia nell’ Egiptyan Pop.

L’Egiptyan Pop tra le sue caratteristiche annovera la rielaborazione dei brani classici in chiave elettronica, quindi l ‘uso di nuovi strumenti musicali contemporanei nonché di passi della danza moderna e fa assumere una nuova forma di espressione alla danzatrice che ballando interpreta il testo della canzone .

DANZA ORIENTALE

 

10 buoni motivi per provare la danza del ventre

 

01 – POSTURA il portamento eretto tipico di questa danza favorisce lo scioglimento e l' allungamento della spina dorsale facilitando l'attività muscolare e la mobilità del corpo.

02 – RESPIRAZIONE lavorando sulla respirazione si apporta una quantità maggiore di ossigeno nel corpo apportando benefici alla circolazione sanguigna, sciogliendo le tensioni muscolari, all'equilibrio ormonale, alla regolarizzazione di intestino e funzioni si stomaco e reni.

03 – POTENZIAMENTO e rassodamento di cosce, gambe e polpacci per l'intenso movimento svolto attraverso la totale aderenza dei piedi alla terra.

04 – RIMODELLAMENTO e rinvigorimento di seno, pancia e glutei grazie agli isolamenti corporei ed i movimenti circolari tipici della danza del ventre, oltre all'assottigliamento del punto vita.

05- IRROBUSTIMENTO di spalle e braccia usati continuamente sia in sospensione che per muovere gli oggetti tipici di questa danza: velo, bastone, candelabro, mellaya etc.

06 – PERCEZIONE CORPOREA la maggior consapevolezza dei 'nuovi' movimenti muscolari, in particolare quelli riguardanti il pavimento pelvico (tutto), potranno essere utilizzati per facilitazione al parto, come prevenzione del prolasso dell'utero ed incontinenza senile.

07 – ACCRESCIMENTO DELLA FEMMINILITA' e sinuosità corporea poiché si danza con un abbigliamento fine e colorato fatto di gonne svolazzanti e paillettes brillanti.

08 – AUMENTO DELL'AUTOSTIMA dato che questa danza può essere fatta ed iniziata a tutte le età e con qualunque corporatura.

09 – APPRENDIMENTO di una nuova cultura attraverso i suoi movimenti, gli strumenti musicali, i ritmi ed i costumi, quindi il superamento del pregiudizio che si ha comunemente nei confronti di questa danza.

10 – CORALITA' attraverso questa danza antica, questo archetipo, che ci permette di danzare in tutta libertà con nuove compagne, rispecchiarsi in loro senza subire il tipico giudizio occidentale, possiamo dimenticare i problemi quotidiani e condividere un momento di pura gioia con loro ed imparare ad esaltare le nostre peculiarità.

 

DONATI UN PICCOLO TALISMANTO E VIENI A FARE UNA LEZIONE DI PROVA

 

ELENCO DANZE

 

Queste sono alcune delle danze che noi insegnamo:

 

Danza con il velo ( grande , piccolo ,doppio e ventagli)

Danza con il mellaya

Danza con le sagat

Tabla

Danza con la spada e pugnale

Danza con lo shamadan (candelabro) e candele

Danza con il bastone

Danza con il tamburello

Danza arabo andalusa

Danza stileGhawazi

Danza con le ali di Iside

Danza Tribal

Danza stile fusion

Danza stile Egyptian pop

Danza stile Beledi

Danza stile Saidi

Danza Ribbon

 

PRINCIPALI RITMI ARABI

 

FELLAHI 2/4

DT DT DT

RITMO DEI CONTADINI EGIZIANI

 

SAIDI 4/4

DT DD T

RITMO POPOLARE DELL’ALTO EGITTO

 

MAKSOOM 4/4

DT TD T

 

MASMOUDI 8/4

DDD D TT

 

MASMOUDI KABIR 8/4

DD TD TT

KABIR=GRANDE

 

MASMOUDI SAGHYR O BELEDI 4/4

DD TD T

 

WAHDA KABIRA O CHIFTETELLI 8/4

DTT DDT

USATO SPESSO PER LE IMPROVVISAZ SOLISTE (TAQSIM)

 

WAHDA SAGHYRA O SOLO WAHDA 4/4

D TT

 

KHALIGY 2/4

D TD TT

 

ZHAR O AYUB 2/4

D DT

PORTA ALL’ESTASI

 

MALFUF 2/4

DT T

 

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